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e stupri. Io ho girato con Andy Casanova, ma ho fatto incesti e non stupri. Poi un’altra cosa che per
me è inaccettabile sono i film con gli animali, non ci riuscirei proprio. Gli incesti invece possono
essere molto eccitanti, sono delle storie “reali”. Ammettiamo: un film ad altissimo budget, lavorato
bene con ottimo cast, eccita, ma non come un incesto che è una fantasia che ha stuzzicato un po’
tutti gli italiani.
Pensi che nell’ambiente dell’hard vi siano legami con il mondo della prostituzione?
Molti accusano le pornoattrici di non essere delle artiste, ma di essere mignotte, è vero. Ma
bisognerebbe capire che esistono entrambe le categorie: ci sono le artiste, le professioniste che
fanno il loro lavoro al massimo e finisce lì la cosa; e poi altre colleghe che vanno oltre. Non dico
che sbagliano, perché alla fine è sesso, è il loro lavoro bene, ma dovrebbero ragionare in maniera
diversa e dire “vuoi passare una notte con me? Bene, ma non mi devi trattare come una mignotta”,
perché così facendo si svalutano da sole, danneggiano loro e l’ambiente in generale. Ecco perché ci
sono queste voci, ma è anche vero che la seconda categoria è presente in tutti gli ambienti di lavoro.
La stessa cosa la vedi nelle fiere. Ci sono quelle che si fanno mettere le mani ovunque e quelle
come me che guai se mi metti una mano nella zona dove non dovresti, prima di tutto perché non è
igienico. Comunque il discorso è di per sé un paradosso perché poi molto spesso queste persone
sono le prime a fantasticare su di noi, a comprare i film. Per altri è ignoranza perché non capiscono
la fatica, quello che ci sta dietro, il discorso della mentalità che facevamo prima.
La prostituzione offende l’immagine della donna?
Dipende da come si pone una donna. Io nei film sono molto esigente, perché va bene che facciamo
sesso sul set, ma mi devi rispettare. Anche perché sul set il feeling è fondamentale, anche perché
quando il regista dice stop per tenerlo in erezione bisogna continuare, e ci sono quelle che invece si
mettono sedute sul seggiolino e aspettano di rincominciare. Sbagliano loro, ma sbagliano anche gli
attori che non le hanno trattate bene e le hanno portate a fare così. Poi i maschi si vendicano,
comunque, ti lascio immaginare come. Per il pubblico femminile credo che il prodotto pornografico
possa essere eccitante, certo la donna è più mentale nel sesso, ma proprio per questo le fantasie le ha
anche lei, e il porno potrebbe insegnare a vivere meglio il sesso a tutti, il sesso è una cosa bella.
Ritieni il film porno una forma d’arte? Prima ti sei definita artista…
Più che il porno quello erotico, che è più bello da vedere, a suo modo più eccitante. Una banalità: io
nella mia vita mi eccito quando un uomo si masturba, mi eccito terribilmente con questa cosa.
Perché una donna con uno sguardo riesce a farglielo venire duro ad un uomo, senza farti niente ed è
il massimo. Qui siamo nell’erotico, non ancora nel porno capito? Quello erotico da attenzione a
numerosi aspetti che nel porno non possono essere trattati perché non c’è tempo, si deve andare al
sodo. Anche prima di iniziare la carriera di pornoattrice io non ho mai visto film porno. Avevo
molte fantasie, quello si. Ora che li faccio capita di guardarli, capita soprattutto di riguardarmi per
capire come lavoro, dove mi posso migliorare. Io mi ritengo un’artista perché innanzitutto sono
professionale in quello che faccio, e perché oltre ai film porto avanti gli spettacoli nei locali che
curo in tutti i particolari. Per essere una buona artista negli spettacoli dal vivo servono soprattutto
due cose: il sorriso e lo sguardo, la capacità di eccitare con questi. Senza questi meglio smettere,
perché sono il segreto per avere un pubblico meraviglioso, ricevere un applauso da subito.
Qual è il pubblico che ti segue negli spettacoli dal vivo?Che rapporto hai con loro?
Ci sono sia anziani che giovani, e devi sapere ci sono moltissime donne. Molte vengono
accompagnate, alcune vengono in gruppo, raro vederne da sole. Però molte coppie davvero è segno |